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percheQUERELAND

Ai confini della Molvanîa c’è un paese dove i residenti vivono in modo un po’ strano. Per esempio, immaginate che in questo paese l’attività più comune non sia lavorare, ma stare in fila. A pensarci bene, però, fare la fila è un lavoro. Anzi, è un lavoro talmente importante che i residenti fanno la fila senza lamentarsi perché di questi tempi avere un lavoro è difficile e quindi è meglio fare la fila che essere disoccupati.
Ma ha ancora senso parlare di disoccupati, in questo paese misterioso? Sono così tanti che c’è la fila per l’ufficio di collocamento, e la fila è così lunga che andare all’ufficio di collocamento si può definire senza alcun dubbio un lavoro molto richiesto. D’altronde se uno è in fila sta lavorando, quindi non è disoccupato.
O no?
Non sottovalutate l’importanza della fila. Più è lunga più dovreste sentirvi privilegiati di poterla fare. Certe file non sono per tutti. Prendete per esempio la fila per governare il nostro paese senza nome, un posto ben pagato e senza responsabilità. Questa fila è talmente lunga che l’unico modo che hanno trovato per accontentare tutti è di accorciare la durata dei governi. Ma poi qualcuno si è lamentato del bilancio del paese e allora hanno deciso di abolire le elezioni: non più di una ogni tre o quattro anni, anche se i governi cambiano, sennò si spendono troppi soldi. E vissero tutti in fila e contenti.
O no?
A volte accade l’impensabile. Un residente stufo di stare in fila decide di cambiare lavoro. Così prende una matita (o il suo equivalente elettronico) e inizia a indicare con la punta della suddetta i problemi di certe file. E così scoprite che c’è qualcuno che le file le salta e si trova sempre davanti, anche quando non dovrebbe, anche nelle file dove dovrebbe esserci un minimo di alternanza.
O forse quelli delle prime file sono d’accordo per far finta di far passare tutti e restare sempre lì, davanti a tutti.
Non sarà che il vero problema di questo paese misterioso sono quelli che saltano la file?
Ma non abbiate timore. Un posto in fila non si nega a nessuno. Neanche a voi.
Benvenuti in Quereland, e portatevi una sedia. Comoda.

P.S.
Non prendete il nome troppo sul serio. Mica siamo in Italia, eh. Se però credete di esserlo e volete querelare quello con la matita… mettetevi in fila. Prima o poi arriverete al traguardo. Fidatevi.

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